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Gallipoli

Cel. 334 1116767 - Cel. 338 1629657

GALLIPOLI
Gallipoli (dal greco Kalè polis, cioè città bella) che si presenta col suo aspetto orientale, tutta bianca, simile ad un paese delle isole Cicladi. La città si protende nel mare attraverso, un promontorio e un'isoletta congiunti da un ponte. E nota per l'olio, il vino e il pesce e negli ultimi anni si è andata sempre più affermando come centro di villeggiatura. La Cattedrale. Posta in una minuscola piazzetta, a mala pena l'occhio riesce ad inquadrarla nel suo insieme ed a leggere le fantasiose sculture sull'insolito carparo brunato, ugualmente versatile quanto la pietra leccese. Consacrata a S. Giovanni Crisostomo, fin dal 1126 è dedicata a Sant'Agata, vergine catanese. È il classico esempio di barocco salentino con la facciata riccamente animata da statue e da decorazioni varie. Nella zona adiacente la Cattedrale, il Seminario e la Chiesa di S. Teresa con l'attiguo Convento delle Carmelitane Scalze, dai pregevoli altari. A Gallipoli sarebbe meglio giungere dal mare, ovviamente su una barca, sospinti da una leggera tramontana che fa avvicinare alla costa, al ritmo di una lenta, tranquilla remata. A mano a mano che la visibilità consente di distinguere i contorni delle mura e delle abitazioni, ci si accorge che le chiese, con i loro colori vivaci ed i campanili, costituivano e costituiscono tuttora dei chiari punti di riferimento per i pescatori. Tale è la Chiesa della Purità, sede della congregazione degli scaricatori del porto, col trittico maiolicato sulla facciata, raffigurante la Vergine col Bambino e ai due lati S. Giuseppe e San Francesco d'Assisi. Così anche la Chiesa di S. Domenico o del Rosario quella dedicata alla Madonna degli Angeli (1606); quella del Crocefisso (1741) edificata dai "bottai" e quella di S. Francesco d'Assisi o del Malladrone, di origine duecentesca, ma ripetutamente rimaneggiata. La Chiesa del Canneto. È la chiesa dei pescatori che accoglie le loro preghiere prima di uscire a pescare e le loro imprecazioni quando, all'ombra del suo porticato, commentano le lunghe, faticose giornate trascorse in balia del mare. La costruzione si fa risalire al XII secolo, rimaneggiata diverse volte, non ultime nel '500 e nel '600. La Fontana greco-romana. È considerata la più antica fontana monumentale d'Italia. Posta come trait-d'union tra l'isola ed il Borgo nuovo, è l'unica fonte che, per secoli e fino a non pochi decenni fa, ha dissetato la popolazione gallipolina. Si fa risalire al periodo di transizione tra la dominazione greca e quella romana. Nella seconda metà del '500 fu smontata e ricomposta dov'è attualmente, nella zona cosiddetta "del Canneto". In una città portuale come Gallipoli, oggetto nel passato di frequenti incursioni, non poteva mancare una solida struttura difensiva come il Castello, a guardia del mare ed a difesa della città. Ripetutamente rimaneggiato nel corso dei secoli, conserva l'originaria pianta quadrilatera alla quale sono stati aggiunti successivi corpi di fabbrica. Soprattutto durante la stagione estiva, il Castello riacquista un'eminente funzione culturale con l'allestimento di mostre pittoriche ed artigianali, spettacoli culturali. Le sue mura possenti, le torri, le caditoie rimandano ad un periodo di violenze bellicose, ma anche ad un luogo in cui si svolsero fastosi ricevimenti e feste, in particolare nel periodo spagnolo. Certamente non passano inosservati alcuni palazzi civili, davvero pregevoli architettonicamente, per lo più barocchi con reminiscenze rinascimentali. In uno di questi trova posto il Museo Civico, cove i materiali sono divisi per categorie.Munita di dodici capisaldi, fra torri e bastioni, la cinta delle mura circonda ancora l'intera isola con un percorso di "mille canne", cioè di due chilometri. Specialmente se la si osserva dal mare, appare salda ed imponente. Al centro di un'ampia superficie marina si trova l'Isola di S. Andrea (Risula per i gallipolini), situata a ovest di Gallipoli, in un tratto di mare interessato tra la biocenosi del Coralligeno e la prateria a Posidonia. L'Isola appare desolata, bruciata dalla salsedine, dal sole e dai venti, con i segni dell'uomo che in tempi non tanto recenti l'ha utilizzata come avamposto militare. La Cattedrale consacrata a S. Giovanni Crisostomo, fin dal 1126 è dedicata a Sant'Agata, vergine catanese. È il classico esempio di barocco salentino con la facciata riccamente animata da statue e da decorazioni varie. Nella Pinacoteca della Cattedrale buoni lavori pittorici di artisti salentini del '600 - '700. La bibblioteca civica è dotata di circa tredicimila volumi, di 32 incunaboli, di preziosi manoscritti e di edizioni cinquecentesche. Nella zona adiacente la Cattedrale, il Seminario e la Chiesa di S. Teresa con l'attiguo Convento delle Carmelitane Scalze, dai pregevoli altari. Giungendo a Gallipoli dal mare ci si accorge che le chiese, con i loro colori vivaci ed i campanili, costituivano e costituiscono tuttora dei chiari punti di riferimento per i pescatori. Tale è la Chiesa della Purità, sede della congregazione degli scaricatori del porto, col trittico maiolicato sulla facciata, raffigurante la Vergine col Bambino e ai due lati S. Giuseppe e San Francesco d'Assisi, e il pavimento maiolicato con un fastoso interno abbellito da quattro grandi tele di Liborio Riccio. Così anche la Chiesa di S. Domenico o del Rosario quella dedicata alla Madonna degli Angeli (1606); quella del Crocefisso (1741) edificata dai "bottai" e quella di S. Francesco d'Assisi o del Malladrone, di origine duecentesca, notevole per la facciata, le sculture lignee ed un affresco cinquecentesco di scuola veneta. Bello il pavimento maiolicato della chiesa della Purità con un fastoso interno abbellito da quattro grandi tele di Liborio Riccio.. La Chiesa del Canneto, la cui costruzione risale al XII secolo viene considerata come la chiesa dei pescatori. La Fontana greco-romana è considerata la più antica fontana monumentale d'Italia. Posta come trait-d'union tra l'isola ed il Borgo nuovo, è l'unica fonte che, per secoli e fino a non pochi decenni fa, ha dissetato la popolazione gallipolina. la sua costruzione viene fatta risalire al periodo di transizione tra la dominazione greca e quella romana. Nella seconda metà del '500 fu smontata e ricomposta dov'è attualmente, nella zona cosiddetta "del Canneto". Date le frequenti incursioni subite in passato, Gallipoli non poteva non presentare una struttura difensiva come il Castello, a guardia del mare ed a difesa della città. Ripetutamente rimaneggiato nel corso dei secoli, conserva l'originaria pianta quadrilatera alla quale sono stati aggiunti successivi corpi di fabbrica. Soprattutto durante la stagione estiva, il Castello riacquista un'eminente funzione culturale con l'allestimento di mostre pittoriche ed artigianali, spettacoli culturali. Le sue mura possenti, le torri, le caditoie rimandano ad un periodo di violenze bellicose, ma anche ad un luogo in cui si svolsero fastosi ricevimenti e feste, in particolare nel periodo spagnolo. Certamente non passano inosservati alcuni palazzi civili, davvero pregevoli architettonicamente, per lo più barocchi con reminiscenze rinascimentali. In uno di questi trova posto il Museo Civico: piccolo, ma straordinariamente interessante. La cinta muraria, munita di dodici capisaldi, fra torri e bastioni, circonda ancora l'intera isola con un percorso di "mille canne", cioè di due chilometri. Specialmente se la si osserva dal mare, appare salda ed imponente. Di fronte a Gallipoli, circondata dalle acque limpide e cristalline dello Ionio si trova l'Isola di S. Andrea. L'isola appare desolata, bruciata dalla salsedine, dal sole e dai venti, con i segni dell'uomo che in tempi non tanto recenti l'ha utilizzata come avamposto militare. Proseguendo verso sud, lungo un territorio che si fa brullo, con i cespugli che prendono il posto della pineta, sulla punta meridionale della baia di Gallipoli si allunga il "Pizzo", un promontorio non dissimile da quello su cui si trova la città; su questo promontorio, detto anche Punta Cutreri, appare la circolare Torre del Pizzo. Continuando in direzione sud arriviamo ad Ugento nota oggi per la coltivazione del tabacco, deve il suo nome all'antica Ausentum, di età preistorica. Antica città messapica, con alcune testimonianze di ruderi megalitici, fu romana con il nome di Uzentum. Delle epoche antiche sono state ritrovate numerose tombe con vasi, monete ed iscrizioni messapiche e latine. Testimonianze della gloria passata di questo centro popoloso del Salento sono: il Castello (XIII sec.), il Palazzo Vescovile ( XVIII sec.), la Cattedrale ( XVIII sec. ) e numerosi palazzatti nobiliari. Distrutta e ricostruita più volte si sta affermando come grosso centro agricolo
 

 

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