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SANTA MARIA
DI LEUCA Estrema punta meridionale del Salento, incontro dei
due mari, Ionio e Adriatico, dove l’erosione degli agenti
meteorici ha contribuito a modellare le candide coste come
presepi di roccia, scavando anfratti e caverne, alcune di esse
inaccessibili da terra. Frequentatissimo centro balneare,
ricco di ville ottocentesche sontuose e colorate e di ogni
servizio possibile per rendere piacevole il soggiorno del
turista. Definita non a caso lo sperone d'italia Leuca
rappresenta la località piu' rappresentativa e conosciuta del
basso salento insieme ad Otranto. Bellissimo il promontorio su
cui sorge il faro ed il santuario di Santa Maria. Il
santuario, sorto sul posto di un tempio di Minerva, è chiamato
anche de Finibus Terrae, che significa « ai confini della
Terra ».Dopo molte vicessitudini stroriche è stato edificato
nella forma attuale nel 1720. nella piazza antistante sono
presenti due colonne una ad indicare secondo la narrazione
dove sbarco' San Pietro di ritorno dall'oriente , l'altra
l'edificazione del Acquedotto Pugliese (di cui è famosa la
cascata che una volta all'anno viene riaperta). Nella baia
antistante al promontorio sorge la cittadina vera e propria
(con bellissimi palazzi seicenteschi oggi sede della Proloco e
di associazioni comunali) che ogni anno si anima di turisti ed
abitanti del posto.Il paese appartiene al comune di
Castrignano del Capo, da cui dista appena 4 km., ma è
certamente più noto grazie alle sue attrezzature turistiche, e
la posizione territoriale che la rende invitante per i
viaggiatori provenienti da ogni regione. A testimonianza della
religiosità delle popolazioni locali molto suggestiva risulta
la processione in mare che avviene la sera del 16 agosto.
Basilica di Leuca Un viaggio a Leuca è come ritornare nel
passato e precisamente ai tempi di San Pietro, il quale in
viaggio per Roma, sembra aver fatto tappa proprio qui. Fu
allora che il tempio, dedicato alla dea Minerva sul
promontorio japigeo, (l’attuale Basilica), diventò luogo di
culto cristiano. Dopo numerosi attacchi da parte di invasori
turchi e saraceni, che sopraggiungevano dal mare, la chiesa,
così come la vediamo oggi, fu ricostruita da monsignor
Giovanni Giannelli tra il 1720 e il 1755, che diede alla
struttura un aspetto fortificato per difenderla proprio dai
saccheggiamenti. Con il Santuario furono costruiti anche gli
edifici annessi per offrire ospitalità ai pellegrini.
L'interno è ad un'unica navata e sull’altare maggiore si può
ammirare il dipinto della Madonna con Bambino, opera del
pittore Giacomo Palma Junior. Ai lati sono invece ubicati sei
altari. L'organo, restaurato di recente, è del 1885 ed è
situato sulla cantoria datata 1895. Il Santuario è stato
eletto a Basilica minore il 7 ottobre 1990; da allora, la
devozione verso la Madonna de Finibus Terrae è andata sempre
più incrementandosi, tanto che oggi è meta di numerosissimi
pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Nel 2000 la
Basilica-Santuario si è arricchita di tre bellissimi portoni
in bronzo, opera dello scultore Armando Marrocco. Questi i
nomi delle tre porte: Janua Coeli (la porta centrale), l'esodo
(destra), Stella Maris (sinistra). Con i lavori di restauro
sono state riscoperte due sale adiacenti, una destinata a
museo e una a conferenze. All'interno delle sale sono state
trovate delle nicchie scavate nei muri che servivano per far
riposare i pellegrini che arrivavano a piedi dopo giorni e
giorni di cammino. All'interno della Chiesa è sistemato un
grosso masso monolitico, l'Ara a Minerva, che ricorda il culto
alla dea Minerva a Leuca. Al lato opposto una targa in bronzo
commemora l'equipaggio della Leon Gambetta, un'incrociatore
francese affondato al largo di S.M. di Leuca la notte del 26
aprile 1915, trascinando nei fondali 700 uomini. Nel piazzale
si può ammirare la colonna Mariana, risale al 1694, opera di
Filiberto Aierbo d'Aragona, duca di Alessano e principe di
Corsano, sulla quale è stata collocata una Madonnina in
preghiera, che riceve il saluto dell'Angelo posto all'inizio
degli archi. La “croce monumentale” fu eretta a ricordo del
pellegrinaggio del 21 ottobre 1901 promosso da mons. Luigi
Pugliese in occasione dell'Anno Santo. Posta sul confine
sud-ovest del piazzale, presenta quattro iscrizioni
inneggianti a Cristo Redentore. Il faro, ovviamente, non passa
inosservato, alto 102 metri, 55 a livello del mare e 47 dalla
terra, è stato costruito nel 1864, ed è fra i più importanti
d'Italia. La “Croce Pietrina" si trova sul viale che conduce
alla Basilica tra gli alberi della pineta, ed è stata
costruita a testimonianza del passaggio di S. Pietro. Madonna
delle Rasce Si trova ad un chilometro della Basilica di Leuca,
in aperta campagna nella zona detta Crimino, dove in passato
esisteva un borgo nato dalla distruzione di Vereto e Leuca. I
lavori iniziarono nel 1678 e si conclusero nel 1699; alla
realizzazione della chiesa contribui tutta la popolazione.
Sulle origini vi sono varie ipotesi, per il Tasselli la chiesa
fu costruita da una donna di Alessano come ringraziamento alla
Madonna per la grazia ricevuta. Per la credenza popolare,
invece, a ricevere la grazia fu un massaio che si rivolse alla
Madonna per salvare la vita alla giovane moglie in punto di
morte per un parto difficile. La Madonna lo rassicurò e l’uomo
si diresse verso una grotta in aperta campagna giunse nel
posto indicato guidato da una luce celeste e in quel punto fu
costruita la chiesa. Lo stile dell’edificio è settecentesco,
ha una larghezza di 9 metri e una lunghezza di 11,50. Non
presenta particolari decorazioni. Il nome di Madonna delle
Rasce è da attribuire ai numerosi rovi che circondano la
chiesa. Nel volume La Leuca Salentina, Giacomo Arditi scrive:
“nei primi tempi fu molto frequentata; ma oramai non è da
norasi altro se non che il clero di Salignano vi canta appena
una messa il dì 8 settembre, ed un oblato, piuttosto per
comodo suo che per zelo religioso, abita la vicina casuccia”.
Da tempo è in abbandono.
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