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Santa Maria di Leuca

Cel. 334 1116767 - Cel. 338 1629657

SANTA MARIA DI LEUCA Estrema punta meridionale del Salento, incontro dei due mari, Ionio e Adriatico, dove l’erosione degli agenti meteorici ha contribuito a modellare le candide coste come presepi di roccia, scavando anfratti e caverne, alcune di esse inaccessibili da terra. Frequentatissimo centro balneare, ricco di ville ottocentesche sontuose e colorate e di ogni servizio possibile per rendere piacevole il soggiorno del turista. Definita non a caso lo sperone d'italia Leuca rappresenta la località piu' rappresentativa e conosciuta del basso salento insieme ad Otranto. Bellissimo il promontorio su cui sorge il faro ed il santuario di Santa Maria. Il santuario, sorto sul posto di un tempio di Minerva, è chiamato anche de Finibus Terrae, che significa « ai confini della Terra ».Dopo molte vicessitudini stroriche è stato edificato nella forma attuale nel 1720. nella piazza antistante sono presenti due colonne una ad indicare secondo la narrazione dove sbarco' San Pietro di ritorno dall'oriente , l'altra l'edificazione del Acquedotto Pugliese (di cui è famosa la cascata che una volta all'anno viene riaperta). Nella baia antistante al promontorio sorge la cittadina vera e propria (con bellissimi palazzi seicenteschi oggi sede della Proloco e di associazioni comunali) che ogni anno si anima di turisti ed abitanti del posto.Il paese appartiene al comune di Castrignano del Capo, da cui dista appena 4 km., ma è certamente più noto grazie alle sue attrezzature turistiche, e la posizione territoriale che la rende invitante per i viaggiatori provenienti da ogni regione. A testimonianza della religiosità delle popolazioni locali molto suggestiva risulta la processione in mare che avviene la sera del 16 agosto. Basilica di Leuca Un viaggio a Leuca è come ritornare nel passato e precisamente ai tempi di San Pietro, il quale in viaggio per Roma, sembra aver fatto tappa proprio qui. Fu allora che il tempio, dedicato alla dea Minerva sul promontorio japigeo, (l’attuale Basilica), diventò luogo di culto cristiano. Dopo numerosi attacchi da parte di invasori turchi e saraceni, che sopraggiungevano dal mare, la chiesa, così come la vediamo oggi, fu ricostruita da monsignor Giovanni Giannelli tra il 1720 e il 1755, che diede alla struttura un aspetto fortificato per difenderla proprio dai saccheggiamenti. Con il Santuario furono costruiti anche gli edifici annessi per offrire ospitalità ai pellegrini. L'interno è ad un'unica navata e sull’altare maggiore si può ammirare il dipinto della Madonna con Bambino, opera del pittore Giacomo Palma Junior. Ai lati sono invece ubicati sei altari. L'organo, restaurato di recente, è del 1885 ed è situato sulla cantoria datata 1895. Il Santuario è stato eletto a Basilica minore il 7 ottobre 1990; da allora, la devozione verso la Madonna de Finibus Terrae è andata sempre più incrementandosi, tanto che oggi è meta di numerosissimi pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Nel 2000 la Basilica-Santuario si è arricchita di tre bellissimi portoni in bronzo, opera dello scultore Armando Marrocco. Questi i nomi delle tre porte: Janua Coeli (la porta centrale), l'esodo (destra), Stella Maris (sinistra). Con i lavori di restauro sono state riscoperte due sale adiacenti, una destinata a museo e una a conferenze. All'interno delle sale sono state trovate delle nicchie scavate nei muri che servivano per far riposare i pellegrini che arrivavano a piedi dopo giorni e giorni di cammino. All'interno della Chiesa è sistemato un grosso masso monolitico, l'Ara a Minerva, che ricorda il culto alla dea Minerva a Leuca. Al lato opposto una targa in bronzo commemora l'equipaggio della Leon Gambetta, un'incrociatore francese affondato al largo di S.M. di Leuca la notte del 26 aprile 1915, trascinando nei fondali 700 uomini. Nel piazzale si può ammirare la colonna Mariana, risale al 1694, opera di Filiberto Aierbo d'Aragona, duca di Alessano e principe di Corsano, sulla quale è stata collocata una Madonnina in preghiera, che riceve il saluto dell'Angelo posto all'inizio degli archi. La “croce monumentale” fu eretta a ricordo del pellegrinaggio del 21 ottobre 1901 promosso da mons. Luigi Pugliese in occasione dell'Anno Santo. Posta sul confine sud-ovest del piazzale, presenta quattro iscrizioni inneggianti a Cristo Redentore. Il faro, ovviamente, non passa inosservato, alto 102 metri, 55 a livello del mare e 47 dalla terra, è stato costruito nel 1864, ed è fra i più importanti d'Italia. La “Croce Pietrina" si trova sul viale che conduce alla Basilica tra gli alberi della pineta, ed è stata costruita a testimonianza del passaggio di S. Pietro. Madonna delle Rasce Si trova ad un chilometro della Basilica di Leuca, in aperta campagna nella zona detta Crimino, dove in passato esisteva un borgo nato dalla distruzione di Vereto e Leuca. I lavori iniziarono nel 1678 e si conclusero nel 1699; alla realizzazione della chiesa contribui tutta la popolazione. Sulle origini vi sono varie ipotesi, per il Tasselli la chiesa fu costruita da una donna di Alessano come ringraziamento alla Madonna per la grazia ricevuta. Per la credenza popolare, invece, a ricevere la grazia fu un massaio che si rivolse alla Madonna per salvare la vita alla giovane moglie in punto di morte per un parto difficile. La Madonna lo rassicurò e l’uomo si diresse verso una grotta in aperta campagna giunse nel posto indicato guidato da una luce celeste e in quel punto fu costruita la chiesa. Lo stile dell’edificio è settecentesco, ha una larghezza di 9 metri e una lunghezza di 11,50. Non presenta particolari decorazioni. Il nome di Madonna delle Rasce è da attribuire ai numerosi rovi che circondano la chiesa. Nel volume La Leuca Salentina, Giacomo Arditi scrive: “nei primi tempi fu molto frequentata; ma oramai non è da norasi altro se non che il clero di Salignano vi canta appena una messa il dì 8 settembre, ed un oblato, piuttosto per comodo suo che per zelo religioso, abita la vicina casuccia”. Da tempo è in abbandono.
 

 

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