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Morciano di Leuca

Cel. 334 1116767 - Cel. 338 1629657

Morciano di Leuca Il paesino è situato nell'estremo lembo della penisola salentina, dista circa 7 Km da S. Maria di Leuca e 3 Km dal mare Ionio. Morciano ha origine dalla distruzione dell'antichissima città di Vereto avvenuta nel IX secolo d.C. ad opera dei Saraceni. L'etimologia del suo nome sembra derivi dal latino murex che indica il tipo di terreno di natura rocciosa e collinare sul quale sorge l'abitato. Il primo riferimento storico su Morciano risale al 1190 quando Tancredi, Re delle due Sicilie, assegna i vari feudi del territorio salentino ai suoi sudditi. Dopo la dominazione normanna durata fino al 1194 con la morte di Tancredi, subentrò quella sveva durata fino 1266. Si succedettero poi il dominio angioino fino al 1442 durante il quale si verificarono profondi cambiamenti nei possedimenti del casale di Morciano, per poi arrivare al periodo sotto il dominio aragonese durato fino al 1618 circa considerato il più negativo che i paesi del Basso Salento e non solo Morciano, abbiano potuto avere. La Chiesa Matrice di Morciano è intitolata a S. Giovanni Elemosiniere Patrono del paese da quando un cittadino morcianese, in viaggo a Venezia, ricevette da un sacerdote veneziano una reliquia del Santo il cui corpo, in quel periodo, era stato traslato dalla città d'origine, Alessandria d'Egitto, a Venezia. Non si hanno notizie precise sulla data di costruzione della chiesa; è certo però che l'impianto attuale risale al 1576, anno in cui fu terminato il bellissimo portale barocco che reca la prima firma di Giovanni Maria Tarantino, un architetto di Nardò molto operoso nel basso Salento dalla seconda metà del '500 alla prima metà del '600. La Chiesa attuale sorge su un nucleo già esistente dedicato anch'esso al culto che, sostanzialmente, aveva un impianto diverso rispetto a quello attuale, lo testimoniano alcune correzioni e inserzioni esterne. La Chiesa occupa uno degli angoli di quadrilatero che comprendeva il castello, la Chiesa dei Carmelitani, la stessa chiesa Matrice e il cosiddetto rione "Torri" costituito da civili abitazioni che avevano la struttura di veri e propri fortilizi e che, addossati all'area di pertinenza del castello, formavano una cortina fortificata in grado di far fronte agli attacchi dei pirati saraceni. La chiesa presenta una pianta a 3 navate dove quelle laterali ospitano una serie di altari dedicati a figure sacre. La chiesa del Carmine, come documenta un'iscrizione situata alla base di uno stemma posto sulla facciata laterale, fu fatta costruire negli anni intorno al 1486 dal barone Ruggero Sambiasi. La chiesa, conosciuta anche come Chiesa del Rosario faceva parte all'inizio del '500 di un unico complesso che comprendeva anche il Convento dei Carmelitani, oggi demolito, e che si estendeva fino al castello. La facciata principale, con la sua sobrietà e l'armonia dei particolari architettonici che la compongono, domina la piazza antistante, rimasta intatta nel corso degli anni e infonde nel visitatore un senso di serenità interiore dovuto al giusto equilibrio raggiunto con l'ambiente circostante. È ripartita in tre parti digradanti verso l'alto da due moderature orizzontali. La parte inferiore è scandita dalla presenza di quattro paraste che nella parte intermedia diventano due fino a scomparire del tutto nella zona di coronamento. In asse con il portone d'ingresso che presenta un rilievo raffigurante la Vergine rivolta ad un angelo con attorno una schiera di figure di angeli, vi è un grande finestrone rivolto verso occidente che permette una buona luminosità all'interno della chiesa. L'impianto presenta un'unica navata con volte a spigolo a sesto ogivali e con un manto di copertura costituito da embrici. La zona absidale presenta invece una volta a squadro molto comune nella tecnica costruttiva salentina. L'edificio oltre all'altare principale, contiene altri quattro altari due per lato, tre dei quali realizzati in carparo con inserzioni a stucco sovrapposte mentre il quarto è in marmo. Il castello è un magnifico ed imponente esempio di architettura civile risalente alla seconda metà del XIV secolo, di autore anonimo, fatto costruire da Gualtiero IV di Brienne come fortilaio nei confronti dei feudatari vicini e per scoraggiare qualsiasi atto di scorreria. La struttura esterna ed interna presenta evidenti riflessi dell'arte fortificatoria federiciana, è a piante quadrate con torrioni angolari cilindrici e si sviluppa su due piani. Le mura posteriori attuali sostituirono le vecchie mura attorno alla metà del '500 per meglio difendere la popolazione dai frequenti attacchi pirateschi. I merli della cortina di coronamento testimoniano il soggetto della dominazione francese; infatti la loro forma è quella del giglio di Francia emblema della casa Angioina. Nel corso dei secoli il castello è stato dimora di diverse famiglie gentilizie come si evince dagli stemmi incastonati nei muri e perfettamente conservati. Attualmente è denominato Castello Valentini. Il complesso di Leuca Piccola, situato all'ingresso di Barbarano, è stato così denominato in quanto in passato, rappresentava l'ultima tappa per i pellegrini provenienti dall'intera provincia di Lecce prima di arrivare al famoso santuario di S. Maria di Leuca. Sorto nel XVI secolo rappresenta un raro esempio di complesso polifunzionale costituito da vari ambienti destinati al culto, al ristoro, al commercio e a tutte quelle esigenze proprie di un viaggiatore. Questi ambienti racchiudevano un'area a forma di piazza che, purtroppo, con la realizzazione della strada provinciale che da Morciano porta a Lecce è stata completamente smembrata distruggendo nello stesso tempo un locale adibito in passato alla mescita del vino. L'elemento che maggiormente colpisce dell'intero complesso è la chiesetta dedicata a S. Maria del Belvedere costruita nel 1685. E' costituita da un atrio in stile neoclassico con volta a botte e con 3 altre arcate ognuna delle quali è delimitata da 2 semi-colonne che poggiano su un basomento dal tipo dorico. Dall'atrio si accede nell'ambiente che anticamente era destinato al culto delle dimensioni di metri 4 x 5 con volta a padiglione e completamente affrescato con figure di santi, due piccoli passaggi laterali conducono in un altro ambiente che in passato doveva costituire la sagrestia, mentre una scala molto stretta, ricavata nella muratura perimetrale e situata sul lato sinistro della chiesa, conduce al primo piano il quale, vista la presenza di molte feritoie, veniva utilizzato probabilmente per la difesa del complesso. Il complesso di Leuca Piccola, situato all'ingresso di Barbarano, è stato così denominato in quanto in passato, rappresentava l'ultima tappa per i pellegrini provenienti dall'intera provincia di Lecce prima di arrivare al famoso santuario di S. Maria di Leuca. Sorto nel XVI secolo rappresenta un raro esempio di complesso polifunzionale costituito da vari ambienti destinati al culto, al ristoro, al commercio e a tutte quelle esigenze proprie di un viaggiatore. Questi ambienti racchiudevano un'area a forma di piazza che, purtroppo, con la realizzazione della strada provinciale che da Morciano porta a Lecce è stata completamente smembrata distruggendo nello stesso tempo un locale adibito in passato alla mescita del vino. L'elemento che maggiormente colpisce dell'intero complesso è la chiesetta dedicata a S. Maria del Belvedere costruita nel 1685. E' costituita da un atrio in stile neoclassico con volta a botte e con 3 altre arcate ognuna delle quali è delimitata da 2 semi-colonne che poggiano su un basomento dal tipo dorico. Dall'atrio si accede nell'ambiente che anticamente era destinato al culto, delle dimensioni di metri 4 x 5 con volta a padiglione e completamente affrescato con figure di santi; due piccoli passaggi laterali conducono in un altro ambiente che in passato doveva costituire la sagrestia, mentre una scala molto stretta, ricavata nella muratura perimetrale e situata sul lato sinistro della chiesa, conduce al primo piano il quale, vista la presenza di molte feritoie, veniva utilizzato probabilmente per la difesa del complesso

 

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